MEP: SESSIONE NAZIONALE – ROMA, 9-13 novembre 2022
IL TASSONI C’E’ E SI QUALIFICA PER LE INTERNAZIONALI.
Francesco Cornia racconta l’esperienza.
Non è consueto pensare a Roma come “la città che non dorme mai”, ma chi di noi ha raggiunto un totale di 15 ore di sonno nell’arco di 5 giorni, questo paragone sembrerà del tutto pertinente.
La XXIX sessione nazionale Mep si è tenuta nella Città Eterna dal 5 al 13 novembre: il Tassoni ha partecipato al secondo turno, dal 9 al 13. Forse il lettore si aspetterà un articolo improntato alla presentazione del lavoro svoltosi, ma non sarà su questo che porrò il focus.
Le parole che seguono sono probabilmente prive di significato per chi non ha mai preso parte ad una esperienza analoga, io stesso le trovavo forzate e non attinenti alla realtà: non si presuppone che un progetto scolastico sia capace di eliminare i pregiudizi, creare una solida catena di persone unite di fronte a un obiettivo, che non è tanto il lavoro quanto l’amicizia, portare grandi soddisfazioni personali e rendere più lucidi rispetto a chi vogliamo essere, per noi stessi e nei confronti di una società in evoluzione.
Trovo interessante scrivere di questa esperienza perché proprio io non ho cominciato la sessione con questo spirito, ma l’ho terminata in questo modo più che positivo. La mole di lavoro non mi invitava a partire, la prospettiva di non trovarsi a proprio agio con i componenti della commissione e influenzare così quello che poteva essere un lavoro di grande qualità anche. Mi sfuggiva però la possibilità di ricredermi sul vero scopo del progetto, che ho già ampiamente esposto, conoscendo persone di cui mi ero fatto un’idea sbagliata fuorviante, come loro di me, rendendomi conto invece di un’affinità, che ha
contribuito a farmi tornare a Modena con un sorriso e una rinnovata voglia di mettermi in gioco (continuando il progetto come chair). Ecco spiegato perché il Mep è capace di eliminare i pregiudizi e nel mio caso portare un determinante cambiamento.
Per quanto queste riflessioni siano a mio parere affascinanti, penso però che sia altrettanto necessario porre un occhio di riguardo all’esperienza nel senso più pratico. La parte più negativa è senza dubbio stata essere a Roma e non mangiare una carbonara. Questo dato di fatto non particolarmente serio ci pone davanti al problema principale, a mio parere, di questa ed altre sessioni, che al contempo coincide col miglior insegnamento sul mondo lavorativo che questo progetto offre: il tempo è poco, quello libero pressoché inesistente e dal punto di vista operativo è una costante corsa per raggiungere il miglior
risultato nel minor tempo e la verità è che, come nella vita, questa perfezione non viene mai raggiunta.
Chi ci si avvicina è però degno di nota e specialmente alla luce della pubblicazione delle selezioni per le sessioni internazionali è opportuno cogliere l’occasione per complimentarsi con Elisa Lazzaretti, Davide Pasquali e Matteo Termanini per aver lavorato indefessamente e con passione. Continueranno a rappresentare il Tassoni e l’italia a Bruxelles e Praga. Non sono stati da meno per impegno e apprezzamento del lavoro Jiaqi Zhou e Micol Fontana, che come me non continueranno il progetto da delegati, ma avranno comunque la possibilità di proseguire come chairs e diffondere i giusti valori su cui il Mep pone le basi. Riguardo a questo le congratulazioni sono d’obbligo anche per Enrico Clicine, che ha
partecipato alla sessione come chair dimostrando serietà e dedizione e alle professoresse referenti del progetto: Roberta Lasagni e Tatiana Scaltriti, che con professionalità e responsabilità si sono assunte quest’onere per interesse profondo della cittadinanza attiva.
